venerdì 10 aprile 2020

Torta leggera di kiwi e semi di papavero


INGREDIENTE STELLATO ★ : SEMI DI PAPAVERO 

La primavera è iniziata ma se in casa avete ancora dei kiwi,potete sbizzarrirvi con questa ricetta molto molto leggerà perché ha pochissimi grassi. E vi sorprenderà per quanto sarà soffice e per una leggera nota di croccantezza data dai semi di papavero
In alternativa so kiwi vanno benissimo altri frutti aciduli come i mirtilli e le more, magari da lasciare interi nel composto
INGREDIENTI:

2 uova
200gr ricotta,
60gr olio di cocco
2 kiwi(o mirtilli,more)
120gr farina integrale
50gr zucchero di canna
Un limone
1 cucchiaio semi di papavero
1 cucchiaino lievito in polvere

Sbattere le uova con lo zucchero,aggiungere olio di cocco(scaldato per farlo sciogliere),scorza di limone,ricotta,farina e infine i semi di papavero
Fare la salsa di kiwi frullandolo insieme a un po’ di succo di limone e zucchero
Versare metà del composto in una tortiera di piccole dimensioni,poi la salsa al kiwi e il rimanente impasto
Infornare per 50 min 175 forno statico in una tortiera medio piccola

sabato 22 dicembre 2018

Pisarei e fasò..come nasce il gnocchetto

Questa volta non vi scriverò una ricetta passo a passo, ma voglio darvi giusto una dritta per fare in casa i vostri Pisarei e fasò che la mia cara nonna Rina faceva divinamente!

INGREDIENTE STELLATO ★ PANGRATTATO

Ingredienti per 3/4 persone
200 gr farina 00
100 gr pangrattato
200 ml acqua tiepida
Sale q.b.

Impastare la farina e il pangrattato aggiungendo di volta in volta l'acqua. Formare una palla e da essa prelevare delle parti di impasto per creare delle striscioline piuttosto sottili.
I gnocchetti devono avere la grandezza di un fagiolo


giovedì 27 aprile 2017

Pizza con lievito madre, la sfida che vinciamo in coppia

pizza con olive e melanzane


INGREDIENTE STELLATO ★ LIEVITO MADRE


Il lievito madre è ormai parte della mia cucina dell’ultimo anno e nel vero senso della parola, vive dentro il mio frigorifero.Rinfrescato e coccolato settimanalmente non ti fa mai scordare che ha bisogno di attenzioni e questo ti fa capire quanto la naturalezza sia in primis vitale. La pizza invece è parte della nostra cucina da sempre.
Passione numero uno di mio marito Luca, da quel tocco familiare del rito settimanale, della famiglia e anche di buon umore  e non c’è una volta che quando sta per essere sfornata non ti venga l’acquolina in bocca e non vedi l’ora di assaggiarla.Al punto che immancabilmente, per la voracità, finisco con lo scottarmi con il primo boccone inforcato.

Negli anni la ricetta è stata rivista, reinterpretata più e più volte. Non è semplice difatti,prodigarsi in pizzaioli con il forno elettrico di casa, così come non è scontata la riuscita di un buon impasto e la sua lievitazione.
Cambia le dosi, cambia il tempo di lievitazione, cambia la cottura, bhe che dire penso che collaborando insieme, un po’ con le mie idee e le sue, siamo arrivati ad un risultato invidiabile.

Ci piace la pizza un po’ alta, in particolare quella che rimanda alla mia pizza del cuore dei miei amici del ristorante “Ceppo Folle” di Milano;vi propongo quindi questa ricetta in cui ci ho messo del mio ma soprattutto Luca ci ha messo tutto se stesso (non da ultimo quando la impastava senza la planetaria!)ogni volta sfidando la possibilità di farla ancora più buona.
pizza lievito madre



INGREDIENTI pizza diametro  30 cm ( x 2 persone)
Impasto

300 gr farina 00
100 gr lievito madre rinfrescato
170 gr acqua

9 gr sale
1 cucchiaio d’olio oliva

1 Passata di pomodoro 300 gr

2 mozzarelle da 100 gr l’una

Origano, sale, olio qb

Innanzitutto è fondamentale che si utilizzi il lievito madre rinfrescato la sera prima. Quindi sciogliere tutto il lievito nella planetaria utilizzando quel tanto che basta di acqua tiepida.
Una volta sciolto incorporo gradualmente la farina e l’acqua a velocità media della planetaria. Nota bene nulla vieta di impastare a mano.La procedura è la stessa.
A metà della farina aggiungo il cucchiaio di olio e continuo a impastare. Soltanto alla fine incorporerò il sale, sciolto nella restante acqua a disposizione.

Procedo a impastare almeno per altri 5 minuti se con la planetaria, altrimenti una decina a mano. In ogni caso per capire quando è pronto l’impasto la consistenza dovrà essere  liscia, soffice ed elastica. Al tatto la pasta deve risultare umidiccia ma nello stesso tempo non si deve attaccare alle mani.Creo un unico panetto e lo pongo su una teglia sporcata di farina coperta possibilmente con un panno di lino.
Importantissimo ai fini della lievitazione: la pizza non deve mai prendere correnti quindi l’ideale sarebbe tenerla avvolta in una coperta o dentro al forno precedentemente riscaldato a 50 gradi e poi spento.
Dopo un’ora è importante “interrompere la lievitazione” ovvero rimpastare per qualche minuto la pasta. Questo farà sì che si conferisca un risultato migliore alla lievitazione.

Quanto lasciare lievitare la pizza? Bisogna stare attenti a non incappare nell’errore che più tempo passa e più lieviterà. Difatti questo non vale per gli impasti con il lievito madre. La dose del lievito da utilizzare è difatti proporzionale al numero di ore di lievitazione. Per cui possiamo considerare ottimale per le dosi indicate, una lievitazione che va dalle 6 alle 8 ore.

Quando si avvicinerà l’orario in cui stendere la pizza ricordatevi di stenderla sulla teglia un’oretta prima di infornarla, in modo da farla lievitare ulteriormente. Quindi stendo  la pizza utilizzando i polpastrelli il più possibile e utilizzando il mattarello per dargli la forma.
Taglio la mozzarella a cubetti e la lascio sgocciolare in maniera che non ci sia il rischio che perda acqua in cottura.
Adagio con un cucchiaio la passata di pomodoro, ricoprendo tutta la pizza e la cospargo infine con l’origano, il pizzico di sale e un filo d’olio.

Un’altra sfida su cui dovete cimentarvi non poco sarà la cottura. Innanzitutto ogni forno è a sé quindi può essere che la temperatura indicata da me non sia esattamente come il mio forno. Inoltre conta anche come è avvenuta la lievitazione..se è lievitata un po’ di meno può essere che la durata della cottura sia da adeguare di 5 minuti in più o in meno.
L’importante è che quando la inforniate la temperatura sia al massimo: quindi di solito noi inforniamo a 250 gradi per 15 minuti senza mozzarella.
Trascorso il tempo indicato sforno e il più velocemente possibile la cospargo con la mozzarella (e altri ingredienti se non la voglio fare margherita) rimetto in forno per altri 10 minuti al massimo. Come precedentemente detto controllate lo stato dei bordi e regolatevi con i minuti di conseguenza.

Nota bene ( errori fatti a nostre spese) se prolungate la cottura abbassando la temperatura, otterrete l’effetto biscottato quindi cruda sopra e troppo dura sotto. La temperatura quindi non va variata, regolatevi semmai con i minuti o per dargli un ulteriore croccantezza gli ultimi 10 minuti potete farli con il tipo ventilato.
Buona pizza!


lunedì 15 febbraio 2016

Muffin al cioccolato al quadrato


muffin doppio cioccolato
INGREDIENTE STELLATO ★ CIOCCOLATO
Stranamente in questi giorni ho un’irrefrenabile desiderio di cioccolato...non capita mai devo dire! Chiediamoci perchè esista il termine chocoholic! Cioccolato sì, ma non una solitaria barretta da mordicchiare, bensì ho proprio voglia di un dolcetto.
In un lampo ripenso agli ultimi giorni, in cui ho mangiato praticamente quotidianamente muffin al cioccolato comprati in una buonissima bakery vicino a casa. Buoni e soffici e non solo al cioccolato ma triplo cioccolato! Decido quindi di non puntare subito troppo in alto al triplo cioccolato ma cimentarmi in una ricetta che usi un'accoppiata vincente: cacao e cioccolato...Doppio cioccolato!Quindi un muffin al quadrato :)

I muffin originali hanno origine nell’inghilterra vittoriana per poi sbarcare in America..uso quindi una ricetta americana in cui usualmente si usano le “cup” ovvero le tazze, per pesare le dosi degli ingredienti. Facile quando si tratta di unità di misura intere 1 cup 2 cup...un po’più complicato se la dose è 1 cup e ¾!!

 Sappiate quindi che ho arrotondato le dosi J

Ci sono alcuni punti di attenzione da tenere a mente durante la preparazione, che altrimenti si tramuterebbe nella preparazione di una classica torta al cioccolato.
impasto cioccolato
INGREDIENTI  x 12 muffin
1 tuorlo d’uovo
2 uova intere
2 cucchiaini e mezzo di lievito
½ cucchiaino di bicarbonato
2 tazze di farina
200 gr di cioccolato fondente
1 tazza di cacao amaro in polvere
1 tazza colma di zucchero
½ cucchiaino di sale
½ tazza di olio d’oliva
1 tazza e mezza di panna acida
Zucchero a velo q.b.


Mescolo farina, cacao, lievito, bicarbonato e pizzico di sale.

Sbatto le uova con lo zucchero fino a renderle spumose. Aggiungo a filo l’olio ed infine la panna acida ( metodo fai da te per fare la panna acida : panna liquida e yogurt intero con un po’ di succo di limone ).

Aggiungo i solidi ai liquidi ovvero la farina e cacao alle uova

IMPORTANTE: non mescolare troppo ma quel tanto che basta per rendere il composto un minimo amalgamato. Infine aggiungere il cioccolato grattugiato grossolanamente.

Riempio 12 stampini circa di muffin e inforno in forno ventilato  già caldo per i primi 10 min a 190°. Abbasso quindi a 175° per altri 5-10 min al massimo.

Sforno i muffin e li lascio riposare un quarto d’ora, prima di cospargerli con lo zucchero a velo.

sabato 7 novembre 2015

Torta di zucca e radicchio, l’autunno in tavola


torta salata di zucca




INGREDIENTE STELLATO ★ : ZUCCA
Per me autunno significa assaporare quei gusti che iniziano a scaldarci e avvolgerci a partire dai colori,in attesa dell’arrivo del periodo invernale. La brezza d’autunno penetra il corpo, la natura si tinge di caldi colori che calmano la mente
L’arancione da sempre mi rimanda alla zucca, così come il marrone alle castagne e il cremisi al radicchio. ll mescolarsi dei vari ingredienti autunnali porterà in tavola dei sapori delicati, ma con quella nota di gusto che renderà sfizioso ogni diverso accostamento.
Vi propongo questa torta salata nata proprio così, dal trasporto di gusti e colori che i bei paesaggi autunnali fuori dalla mia finestra, mi hanno ispirato
 
torta di zucca
 
INGREDIENTI  x 6-8 persone

300 gr circa zucca già pulita
1 cespo di radicchio non troppo grande
300 gr di salsiccia
100 gr di crescenza
1 scalogno
2 cucchiai parmigiano
2 uova intere
1 rotolo pasta brisè
1 bicchiere  panna liquida (o se latte 1 e mezzo)
1 cucchiaino di coriandolo
Sale, pepe q.b.
 
Accendo il forno a 180 e lascio cuocere la zucca con la buccia e pulita senza semi, per 15 minuti. Taglio finemente lo scalogno a rondelle e lo faccio appassire in padella con un filo d’olio. Aggiungo in seguito la salsiccia sminuzzata grossolanamente e dopo 5 minuti circa il radicchio tagliato a striscioline. Lascio cuocere per altri 5/10 minuti a fuoco dolce, mescolando di tanto in tanto
Nel frattempo sbatto le uova con il parmigiano, un pizzico di sale e pepe, aggiungo la panna,la crescenza e il coriandolo.
Quando la zucca è pronta, la sbuccio e la taglio a cubetti non troppo piccoli.
Fodero uno stampo da 20 cm con la pasta brisè , bucherello la pasta con la forchetta e ci cosparco un po’ di pan grattato. Verso nello stampo: salsiccia con radicchio, i cubetti di zucca e cospargo con il composto di uova e panna preparato precedentemente.
Inforno per 25/30 minuti a 180° forno ventilato.
Prima di servire lasciare intiepidire la torta per un risultato più gradevola al palato.

 

lunedì 15 giugno 2015

Torta di mele diversamente squisita

dessert di mele


INGREDIENTE STELLATO ★ : MELA

La torta di mele ha origini rinascimentali, entrata nelle nostre case e tramandata di generazione in generazione dalle nonne fino alle nostre mamme. La mia bisnonna la faceva molto spesso e ancora oggi ricordo quell'avvolgente profumo uscire dal forno. Mia mamma la fa ottima anche se ogni tanto parte in quarta per prepararla e poi si accorge di non avere le mele in casa!



Ogni paese ha la sua particolare variante: dall’Apple Pie americana alla Tarte Tatin francese o al Crumble di Mele inglese; io l'ho provata a cucinare in tutti i modi ma questa volta voglio dedicarvi una ricetta un po' diversa.



In un momento in cui il risveglio della coscienza individuale verso un’alimentazione sana ed equilibrata è via via in crescendo, io stessa sto ponendo molta più attenzione circa la qualità dei cibi, la loro provenienza, i principi macrobiotici. Capire gli effetti eclatanti che può avere il cibo sulla nostra salute, sia in positivo che in negativo è una consapevolezza che tutti dovrebbero avere.



Vi propongo perciò questa versione light e sana che vi garantisco non avere nulla da invidiare alle ricette tradizionali, in quanto a gusto e morbidezza. Anzi vi verrà voglia di prepararne subito un’altra appena terminata!

INGREDIENTI  x 6-8 persone

200 gr di farina di tipo 2
3 uova
Una bustina di lievito
olio extravergine d’oliva pari a un vasetto da yogurt
2 mele golden
1 cucchiaio di uvetta
Buccia di 1 limone
Latte di riso/kamut q.b
3 cucchiai di zucchero di canna

fetta di torta alle mele con gelato ala vaniglia
Lascio in ammollo l'uvetta un’oretta. Monto i tuorli con i due cucchiai di zucchero fino a che non saranno ben spumosi. Setaccio la farina con il lievito e la aggiungo all'impasto alternandola quando l’impasto diventerà troppo denso con l’olio a filo.

Circa a metà dell’inserimento della farina aggiungo anche un po’ di latte in modo che gli ingredienti siano perfettamente amalgamati. Aggiungo la scorza di limone.
Monto a neve gli albumi e li aggiungo al composto, delicatamente, mescolando dal basso verso l’alto. Infine aggiungo l’uvetta ben strizzata e asciugata.

Verso il composto in uno stampo rotondo da 24 cm, precedentemente imburrato e infarinato.
Sbuccio le mele e tolgo il torsolo, poi le taglio a fettine non troppo sottili e le dispongo sulla superficie della torta. Spolvero la torta con lo zucchero di canna rimanente.

Inforno la torta per circa 40-45 a 180° minuti, finché non sarà asciutta e dorata in superficie.

Servirtela tiepida magari accompagnata da una pallina di gelato alla vaniglia


domenica 11 gennaio 2015

Risotto alla zucca Bertagnina con mandorle tostate ed erbe fini

riso e zucca

INGREDIENTE STELLATO ★ : ZUCCA

La zucca, considerata da tutti un cibo povero, è stata presente nei banchetti medievali e rinascimentali, al posto delle patate che apparvero in Europa solo successivamente. Il suo impiego divenne simile un po’ ovunque, ma è nella pianura padana , tra il Mantovano e la Lomellina, che la cucina a base di zucca ha sempre dato il meglio di sé!

Per me è un alimento che ha accompagnato tutta la mia infanzia. I famosi ravioli di zucca della mia bisnonna Ione, sono una delle prelibatezze che più mi mancano della sua cucina. A differenza degli altri piatti che cucinava, i ravioli venivano cucinati per le occasioni speciali come un compleanno, una festività.
La loro preparazione con la pasta sfoglia tirata a mano e preparati uno a uno, difatti, richiedeva non poco tempo. Accompagnati dal suo ragù inconfondibile offriva il giusto contrasto con il dolciastro della zucca.
Se chiudo gli occhi, riesco ancora a percepire il loro gusto!

Non ricordo tuttavia solo questo primo piatto speciale e inimitabile a base di zucca, ma anche il mitico riso e zucca ed è per questo che ho deciso di proporvi questa ricetta, per rimanere in sintonia con il sapore di quel piatto e l’utilizzo della zucca Bertagnina.

Sono difatti andata alla sagra della zucca Bertagnina di Dorno, dove c’erano carri e bancarelle colmi di zucche tipiche per la loro protuberanza. Pensate che ha rischiato di diventare un “esemplare in via d’estinzione”. Si tratta difatti di una pianta rustica, che necessita solo di un po’ di attenzione e si adatta a terreni estremamente sabbiosi, dove altre colture faticherebbero a svilupparsi.

Fortunatamente dopo esser stata dimenticata per anni e coltivata per di più da alcuni pensionati locali, la nostrana zucca Bertagnina ha ripreso lo slancio necessario grazie ad un percorso di promozione che ha dato i suoi frutti, come è stato ben dimostrato durante la sagra.

INGREDIENTI  x 4 persone

300 gr riso Carnaroli,
400 gr zucca Bertagnina
1 L brodo vegetale con zucca
50 gr mandorle a fette tostate
30 gr burro
3 cucchiai di olio extravergine
3 cucchiai di parmigiano
1 scalogno
q.b. erbe fini (ad es.timo,maggiorana,rosmarino,dragoncello)
sale e pepe

zucca

Pulisco la zucca eliminando i semi e tagliandola a metà. La cuocio in forno per 30 minuti a 180°/200° forno statico,adagiando sopra un foglio di carta stagnola. Non deve cuocere del tutto poiché la cottura si ultimerà con la preparazione del risotto.

La tolgo dal forno e la lascio intiepidire, quindi le tolgo la buccia e la taglio a quadretti non troppo piccoli.

Trito lo scalogno e lo faccio rosolare in una casseruola con l’olio d’oliva e metà del burro. Verso il riso nella casseruola e lo lascio tostare per due minuti a fiamma vivace. Verso due mestoli di brodo e mescolo.
Quando il riso l’avrà assorbito quasi completamente, proseguo la cottura versando mano a mano altro brodo. Mi raccomando è importante lasciare sempre un po’ di brodo in cottura perché è grazie ad esso che il riso si cuocerà.

Metto le mandorle a tostare in forno qualche minuto e quasi a fine cottura del risotto, le aggiungo insieme alle erbe fini.

Aggiusto di sale e pepe e quando la cottura si sarà ultimata, spengo il fuoco, verso nel risotto il burro rimasto e manteco con il parmigiano grattugiato.

domenica 30 novembre 2014

Torta di cioccolato ungherese, il regalo che mi concedo

torta di cioccolato


INGREDIENTE STELLATO ★ : CIOCCOLATO

Ammetto che dopo l’ultima ricetta postata della torta cioccolato e pere, avessi in mente di inserire una portata diversa da un dessert e per di più nuovamente al cioccolato. Poi ho pensato che preparando questa torta proprio per il mio compleanno, mi meritassi un regalo, un desiderio esaudito e un piacere.

Ecco che cos’è per me il cioccolato: il piacere, che colmando il desiderio, esalti l’eccezionalità del suo gusto. Il trasporto che evoca il cioccolato, si riveste di ritualità: il rapporto con il suo profumo e il suo sapore, con le sue forme e i suoi ripieni, con le sue sfumature e le sue consistenze, con la sua tenera dolcezza quando è al latte, con la sua austera durezza quando è fondente. Accende la fantasia e conduce all’attesa di una felicità vicina ad essere assaporata.

Il dolce che vi propongo è una torta di cioccolato all’ungherese. Pare che la ricetta di questo dolce sopraffino si debba alla tradizione zigana e che sia stata dedicata in particolare al principe Rigo Jancsi . Io aggiungo una nota tutta italiana ben altro che irrilevante: il cioccolato piemontese che svetta in testa alla classifiche mondiali per la sua qualità, senza nulla da invidiare a svizzeri e belgi.



INGREDIENTI  x 6 persone

Per la pasta

6 tuorli
150 gr zucchero
50 gr di cioccolato fondente grattugiato
70 gr di farina
6 albumi

Per il ripieno

un quarto di panna,
40 gr di zucchero a velo
25 gr di cacao
Il midollo di mezzo baccello di vaniglia
Un cucchiaio di rum

Per la glassa

100 gr di zucchero
4 cucchiai di acqua
100 gr di cioccolato fondente


Per la pasta sbatto a spuma i tuorli con lo zucchero a velo aggiungendo pian piano, a cucchiaiate, il cioccolato grattugiato e la farina. Monto in un altro recipiente gli albumi a neve ben ferma e li incorporo con delicatezza all’impasto dal basso verso l’altro.

Ungo con il burro la tortiera e ci verso il composto, livellandolo. Lascio cuocere nel forno già caldo per 20 minuti a 220°.

Sforno e lascio raffreddare. Quindi divido la pasta orizzontalmente a metà. Per il ripieno, monto la panna, aggiungendo a pioggia lo zucchero a velo. Quindi una volta montata, aggiungo gradualmente il cacao e la vaniglia. Aromatizzo infine con il rum e conservo la panna in frigo per un’ora.
Dopodichè spalmo la panna sullo strato della torta più basso, sovrapponendo poi la calotta restante della torta. Metto il dolce nel frigo.

Per la glassa, faccio bollire in una casseruolina lo zucchero con l’acqua, finche si sarà sciolto completamente e ci aggiungo poi il cioccolato a pezzetti.
Lo lascio sciogliere a fuoco lentissimo mescolando continuamente. Tolgo il dolce dal frigo, spalmo sulla superficie la glassa e lascio intiepidire.


Rimetto di nuovo il dolce in frigo almeno quindici minuti prima e in ogni modo fino a mezz’ora prima di servirlo.

lunedì 27 ottobre 2014

Crostata di pere e cioccolato...quando uno non può fare a meno dell’altro

torta cioccolato e pere


INGREDIENTE STELLATO ★ PERE

La stagione autunnale ha tanti cibi che gradualmente ti accompagnano all’inverno...i sapori e i colori sono screziati dall’arancione fino alle sfumature di rosso, dal giallo al verde con striature di marrone. Ecco che allora un frutto come le pere, rappresenta per me il frutto autunnale ideale che ben si abbina al cioccolato (anche se per me ogni pretesto per utilizzare il cioccolato è valido).

Vi propongo questa crostata che non è la classica crostata perchè è ricoperta da una farcitura che la ammorbidisce quel tanto per renderla deliziosa.

L’ho fatta per il compleanno di mio fratello, che cade in autunno e che quest’anno è stato speciale perchè ha compiuto 30 anni. E’ stata mangiata in quattro e quattr’otto giusto il tempo di scattare una foto!

Dedico questa torta a mio fratello ovviamente, ma in generale a tutti i fratelli e sorelle. Quel legame speciale: amici, complici e alleati che non si può equiparare neanche alla fortezza più solida. Quel legame autentico e diretto che ti fa agire in maniera viscerale quando ci si azzuffa e quando ci si sostiene.
Il regalo più bello che i tuoi genitori ti possano fare.

Ama tuo fratello come la tua anima e vigila su di lui come sulla pupilla del tuo occhio


INGREDIENTI  x 6 persone

150 gr di farina
un uovo
una presa di sale
60 gr di burro
50 gr di zucchero
buccia grattugiata mezzo limone

Per il ripieno

2 pere kaiser
15 cl di vino bianco
50 gr di zucchero
due o tre scorze di limone
100 gr cioccolato fondente
1 bicchierino e mezzo di marsala
1 cucchiaio di burro

Per gratinare la torta

3 uova
25 gr di zucchero
un cucchiaio di burro fuso
20 gr di mandorle tritate fine
30 gr di zucchero a velo

salsa di cioccolato

Pongo la farina sulla spianatoia, facendo un incavo nel mezzo e verso dentro l'uovo e il sale. Distribuisco il burro a fiocchetti tutt'intorno sul bordo di farina e cospargo con lo zucchero e la scorza grattugiata di mezzo limone.
Partendo dall'esterno verso il centro, impasto velocemente tutti gli ingredienti, senza lavorare troppo la pasta ma rendendola omogenea.
La stendo in un disco che possa rivestire una tortiera di 24-25 cm, facendola salire anche ai bordi.
Inforno sul ripiano di mezzo e faccio cuocere la pasta per 10 min a 220 gradi.

Mentre la torta è in forno, sbuccio le pere e le taglio a fettine. In una casseruola metto lo zucchero, il vino bianco, mezzo bicchiere d'acqua e le scorze di limone. Quindi scaldo a fuoco medio.
Immergo le pere nel liquido e cuocio per 10-15 min. A fine cottura tolgo dal fuoco e lascio raffreddare nel loro liquido di cottura.

Preparo la salsa sciogliendo a bagnomaria il cioccolato spezzettato con il burro e il marsala.

Levo dal forno la torta e la lascio raffreddare per un po'. La cospargo di pan grattato e ci adagio la crema di cioccolato, poi ci appoggio le fettine di pere a raggiera.

Monto a crema i due tuorli d'uovo con lo zucchero, aggiungo il burro fuso lasciato intiepidire e sempre mescolando unisco le mandorle tritate.
Monto gli albumi a neve ben ferma e li incorporo a cucchiaiate, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto. Verso il composto sulle pere, livellandolo con la spatola e rimetto la torta nel forno caldo per altri 15 minuti a 200.

Tolgo la torta dal forno e la lascio raffreddare. Dispongo sul piatto e la cospargo con lo zucchero a velo.

mercoledì 8 ottobre 2014

Cucchiaini di cioccolatino, golosità a portata di mano

cucchiaini per il caffè

INGREDIENTE STELLATO ★ : CIOCCOLATO

Fosse per me cucinerei solo dolci a base di cioccolato, chiunque conosce questa mia passione, al punto da potermi definire una vera chocoholic
Se ripenso alle cioccolaterie di Bruges, mi ritorna l’acquolina in bocca...quello sì che si può definire paradiso per gli occhi e per il palato! Questo ricordo e il dondolio delle foglie che cadono, che si scorgono fuori dalle finestre, mi fanno venire voglia di dilettarmi con qualche nuova ricetta con il cioccolato, precisamente di piccola pasticceria; senza aver paura che ciò che ne risulterà si scioglierà in men che non si dica.

In questa ricetta però ci vuole uno strumento indispensabile: lo stampo a forma di cucchiaini…altrimenti con tutta la buona volontà che possiate avere, questi cucchiaini sarà un pochino difficile che prenderanno forma!
Devo ammettere di avere un ingrediente privilegiato: cioccolato proveniente da Perugia…che all’esordio ormai imminente dell’euro chocolate, proclama questa città una delle eccellenze italiane a riguardo.

INGREDIENTI  x 6 cucchiaini

100 gr di cioccolato fondente


Ovviamente potete scegliere il gusto di cioccolato che più vi aggrada. Io avendo una particolare preferenza per quello fondente, non potevo scegliere che questo.

Non si può prescindere dal dover sciogliere il cioccolato a bagno maria; su questo davvero non transigo.
Inoltre per chi si sente l’animo da maitre chocolatier, la preparazione di questi cucchiaini dovrebbe seguire la tecnica corretta per sciogliere il cioccolato: il temperaggio affinché si ottenga la temperatura giusta.
Ma andiamo con ordine:

Sciolgo a bagnomaria il cioccolato ( pentolino immerso in una pentola con 3 dita di acqua che sobbolle). Se ho un termometro da cucina, controllo che il cioccolato non superi i 30-31 gradi. Se non ho un termometro metto una punta di cioccolato sul labbro inferiore, se non scotta è pronto. Oppure altro metodo ancora, aggiungo altri pezzi di cioccolato che raffredderanno quello già in fusione.

I più raffinati e soprattutto coloro che dispongono di un piano in marmo, possono cimentarsi nel temperaggio del cioccolato. Esso consiste in un lento raffreddamento del cioccolato fuso a 27°C, allo scopo di amalgamare tutti i suoi componenti fino a portarli allo stato cristallino spatolandolo su un piano di marmo. Successivamente il cioccolato viene riscaldato a 31°C.

Una volta ottenuto il nostro cioccolato fuso, verso il cioccolato negli stampini in silicone aiutandomi con una spatola piatta in silicone per livellare la superficie.
Pongo lo stampo nel freezer lasciandolo almeno un paio d’ore. L’accortezza che vi suggerisco è di toglierli dal freezer appena poco prima di consumarli come accompagnamento a un gradito caffè.

Buona degustazione!

venerdì 26 settembre 2014

Vellutata di funghi dai colori d'autunno

crema di funghi

INGREDIENTE STELLATO ★ : FUNGHI

Le vellutate mi ricordano l’inizio della stagione autunnale; le giornate un po’ uggiose in cui non hai voglia di un piatto laborioso , ma ti vuoi lasciare cullare ed avvolgere da un piatto dai sapori essenziali. Le vellutate sono molto versatili, a seconda del gradimento ci si può cimentare in una vellutata di zucca, asparagi, piselli e funghi e molte altre ancora. Quando ero piccola pensavo fossero un parente stretto del passato di verdure…unico e solo piatto di verdure che solo la mia bisnonna riusciva a farmi mangiare. Guai a parlarmi di minestroni e cibi con verdure affini. In ricordo di quei bei tempi ma con un tocco di sperimentazione dei giorni nostri, vi propongo la vellutata di funghi,delicata, dal profumo delizioso.

INGREDIENTI  x 4 persone

500 gr di champignon freschi
30 gr di burro
Uno scalogno
½ L di brodo vegetale
40 gr farina
Mezzo vasetto di yoghurt bianco

Pulisco bene gli champignon e li taglio grossolanamente a fette. Sciolgo il burro in una casseruola e vi rosolo i funghi per qualche minuto. Trito lo scalogno e lo unisco ai funghi lasciandoli rosolare per altri 5 minuti.
Scaldo il brodo (va bene anche di dadi), lo verso sui funghi, aggiusto di sale e pepe e lascio cuocere tutto per 15 minuti, a fuoco moderato.

Stempero in una tazza la farina con un po’ d’acqua tiepida e la incorporo al brodo, mescolando sempre per non far formare i grumi per 7 minuti. Quindi aggiungo lo yoghurt, amalgamando molto bene. Verso la vellutata in un frullatore o uso il mini pimer per renderla più cremosa. A seconda dei gusti si può anche evitare di frullarla e lasciarla più brodosa.

La distribuisco in 4 piatti fondi e a piacimento spolvero sopra un po’ di timo e un filo di olio extravergine d’oliva.

lunedì 30 giugno 2014

Lasagne al pesto dal verde fulgido

lasagne

INGREDIENTE STELLATO ★ : PESTO

Ciò che amo della cucina ligure è l’immediatezza, quella straordinaria capacità di sfruttare nella maniera migliore i semplici prodotti della sua terra. Abbinare, comporre senza mistificazioni e fronzoli quello che la natura offre.

Le tavole liguri, sotto i pergolati dei paesini arroccati nell’entroterra o sulle terrazze affacciate sul mare, sono realmente e metaforicamente baciate dal sole. Un sole amico e complice che dà alle verdure un sapore speciale. Favorisce la nascita di erbe spontanee e matura le olive. Da queste ultime si ricava un olio che è fra i più delicati e apprezzati della penisola senza il quale la focaccia e il pesto non avrebbero motivo di esistere. Questa salsa deliziosa che alcuni farebbero risalire a più di duemila anni fa', condisce le trofie, le trenette o come nella ricetta che sono qui a riproporvi ,le lasagne.

Sono molto legata a questa salsa perché entrambe le mie nonne la preparavano deliziosa seppur in maniera completamente diversa. Mia nonna Nova preparava un pesto essenziale, pestando il basilico al mortaio. Condendo poi la pasta con patate e fagiolini. Mia nonna Rina lo trita al mixer e gli da quel tocco di gusto in più grazie all’aggiunta del pecorino.

Ne ho gustati tanti di piatti con il pesto in Liguria e in particolare nella mia amata Finale Liguria.
Ogni volta rivivo il profumo dell’estate,dei fiori della riviera e del mio mare…Profumi che si aggiungono mescolandosi ai suoi piatti.

Propongo in un’unica ricetta due cibi che amo molto: sugo al pesto e lasagne. Ricetta di coppia: io preparerò il pesto in onore di mia nonna Rina, Luca invece le lasagne, suo cavallo di battaglia. Cucinatele insieme a noi e vi sembrerà, almeno con il gusto e col cuore, di essere già in vacanza.

INGREDIENTI SALSA PESTO x 8 persone

3 grossi mazzi di basilico
25 gr pinoli
1 spicchio d’aglio
1 bicchiere scarso di olio extravergine (meglio se ligure)
2 cucchiai colmi di parmigiano
2 cucchiai colmi di pecorino
sale q.b.

INGREDIENTI LASAGNE x 4 persone

1 confezione lasagne da cuocere
1 Galbanino o provola
1 confezione di béchamel
Parmigiano q.b.

PREPARAZIONE PESTO

pesto

Metto nel freezer il bicchiere del frullatore con le lame e lo lascio per circa un’ora. Nel frattempo lavo le foglie di basilico, le scolo e le lascio asciugare o in alternativa le tampono con un canovaccio. Verso nel bicchiere del frullatore un po’ di basilico con una parte di pinoli ,olio e una presa di sale. Inizio a frullare e ripeto l’operazione aggiungendo poco alla volta il basilico. Termino aggiungendo il parmigiano e il pecorino, mescolando bene.

PREPARAZIONE LASAGNE

Diluisco a parte il pesto con qualche cucchiaino di acqua calda. Sul fondo della pirofila metto un lieve strato di pesto e poi il primo strato di sfoglia. Verso un po’di béchamel, qualche fetta di galbanino e una spolverata di parmigiano. Proseguo con un altro strato di sfoglia e uno strato di pesto. Quindi dispongo un altro strato di pasta su cui nuovamente adagio béchamel, galbanino e parmigiano. Continuo con questa sequenza fin tanto non terminerò la sfoglia. Sopra l’ultimo strato di pasta verso del pesto un po’ più abbondante, béchamel e dei fiocchetti di burro.

Inforno a 180° ventilato per 25 minuti ricoprendo la pirofila con la carta stagnola. Gli ultimi 5 minuti tolgo la stagnola spolvero abbondantemente con il parmigiano e faccio gratinare.
Una volta sfornate le lasagne lascio riposare 5 minuti prima di servire.
Abbinamento vini: Pigato d’Albenga o Vermentino Ligure.









lunedì 2 giugno 2014

Dolce agli agrumi dal cuore d'Italia

INGREDIENTE STELLATO ★ : OLIO

Non avevo mai visitato l’Umbria e dopo avervi soggiornato la prima volta, ti rimane nel cuore per sempre.
Quei paesaggi dalle mille sfumature di verde, quegli ulivi con i loro fusti contorti; una terra impregnata di candore e misticisimo.
La natura rigogliosa a causa delle frequenti piogge alternate a giornate dal sole splendente che illumina ogni lembo di terra, riscoprendone la sua bellezza.
Ti aggiri in questi luoghi e vuoi scoprire la loro storia, le tradizioni e i loro cibi. Qui tutto è ancora legato a ritmi che non snaturano l’uomo, che gli permettono di condurre una vita in cui anima e corpo, spirito e materia, riescono a integrarsi in maniera adeguata.
Il contatto con la natura è costante: si assiste al maturare dei frutti, al susseguirsi delle stagioni e si sentono nell’aria i profumi della terra.


ciambella agli agrumi

Abbiamo soggiornato a Capodacqua nei pressi di Spello e poco lontano da Assisi, in un agriturismo circondato da vasti terreni di ulivi, Val d’Ulivi per l’appunto, dove la proprietaria Cristina ci ha conquistati con una ricetta che sono qui a riproporvi.
La semplicità degli ingredienti come sempre paga e quella che può sembrare una semplice ciambella/plumcake, mi ha stupìto per la sua incredibile morbidezza grazie all’olio d’oliva locale utilizzato al posto del burro. Mai avevo usato l’olio nella preparazione di un dolce!
Avevo voglia di presentarvi una ricetta di un dolce per la prima colazione, proprio come abbiamo gustato noi ogni mattina, perché vi assicuro che la sua genuinità e semplicità nella preparazione ve ne farà innamorare.

INGREDIENTI

Stampo da ciambella o plumcake
4 uova
300 gr farina
150 gr zucchero
1 vasetto di yogurt agli agrumi
1 vasetto scarso di olio extravergine
1 limone
1 bicchierino di liquore Grand Marnier o anice
1 bustina lievito

Sbatto i tuorli con lo zucchero rendendoli ben spumosi. Grattugio la scorza di un limone. Aggiungo poco alla volta la farina con il lievito. Incorporo il vasetto di yogurt continuando a mescolare l’impasto. Verso a filo l’olio ed infine aggiungo un bicchierino di liquore.

olio umbro
Monto a neve gli albumi e li incorporo all’impasto molto delicatamente mescolando dal basso verso l’alto.
Verso in uno stampo per ciambelle, ad esempio in silicone come quello che mi ha regalato la mia amica Simo :) o in alternativa uno stampo da plumcake.
Forno ventilato per 30 min a 180°

mercoledì 7 maggio 2014

Tartare tonno e salmone in salsa d'avocado...l'eleganza del coltello

tartare pesce crudo

INGREDIENTE STELLATO ★ : TONNO & SALMONE

Ho scritto questa ricetta con precisione, descrivendo la tecnica e quant’altro. Poi mi son detta ma qui dov’è il ricordo? Non è un manuale di cucina questo blog ma è un ricordo di una ricetta che mi è rimasta nel cuore! Unita all’amore ovviamente per il piatto in questione.
Allora la riscrivo da capo e vi racconto la prima volta che ho mangiato il pesce crudo, proprio sotto forma di tartare. Conoscevo e adoravo la tartare di carne, ma l’idea del pesce…di una cruditè, proprio non mi ispirava. Adesso è facile trovare ristoranti che propongano il pesce crudo, i giapponesi ad esempio hanno fatto strada nel nostro paese…

La tartare però è un’altra cosa e ha un suo fascino. Ricordo il posto in cui l’ho assaggiata per la prima volta, una famosa pescheria milanese. Il cuoco tagliava il pesce a dadini con una maestria combinata ad eleganza che mi aveva quasi ipnotizzato. Condita l’essenziale e impiattata, come se avesse preparato il piatto più facile e veloce del mondo.

Da quel momento l’ho adorata in tutte le sue varietà e tipologie di pesce: tonno, salmone, cernia e altri ancora. Vi ripropongo una ricetta che accompagna la tartare con una salsina di avocado, assaggiata a casa di alcuni nostri amici di Chiavari.



INGREDIENTI per 4 persone

600 gr tonno
600 gr salmone
1 lime
1 limone
Erba cipollina
Olio extravergine
Sale e pepe


La tecnica di preparazione della tartare prevede l’uso indiscusso del coltello. Banditi tritacarne o apparecchi di altro tipo. Il coltello deve essere abbastanza grande, pesante e molto affilato ed è poi utilizzato per tagliare il pesce a cubetti e poi batterlo con il coltello. Il pesce deve essere assolutamente freschissimo.

Per la tartare di tonno: elimino la pelle,le lische e la parti troppo scure vicine alla lisca centrale. Taglio il tonno a dadini piccoli e li metto in una terrina. Lo condisco con sale,pepe, limone, ed olio. Mescolo il tutto delicatamente e lo pongo in frigor per una mezz’oretta.

Effettuo la stessa preparazione per la tartare di salmone: spello il filetto di salmone e lo spino accuratamente. Per individuare le spine, passatelo con i polpastrelli.Condisco con olio, sale,pepe, limone e l’erba cipollina tritata. Mescolo il tutto delicatamente e lo pongo in frigor per una mezz’oretta

Quindi sbucciare l'avocado, eliminare il nocciolo e schiacciarlo con una forchetta fino a ridurlo una purea. Condire l'avocado con 1 lime, sale e aggiungere l’olio fino a creare la consistenza desiderata.
Compongo le tartare adoperando un coppapasta .Per la tartare di tonno pongo nel centro del piatto l'avocado, poi il tonno. Stessa procedura per la tartare di salmone.

Servire subito con un ottimo vino bianco fresco e di media struttura, come un Vermentino di Gallura o un Gavi, oppure un Franciacorta satèn.


mercoledì 23 aprile 2014

Galettes Bretonne la rivincita blè noir

galette grano saraceno

INGREDIENTE STELLATO ★ : FARINA DI GRANO SARACENO

Questa ricetta è la conferma della mia passione per le crepes e affini, dato che vi propongo un’altra versione francese.
Le galette differiscono dalle crepes per l’uso di farina di grano saraceno ( blè noir alla francese). Sono molto apprezzate per la loro consistenza che le rende un po’ piu rustiche ma non per questo meno gustose. Versatili come le crepes, si prestano a diverse farciture che soddisferanno i gourmet più fantasiosi.
Io ne ho assaggiate innumerevoli versioni, ma devo dire che come sempre le ricette più semplici sono anche le più buone e mi è rimasta nel cuore la versione bretonne, la classica, che assaggiai in un viaggio in Francia; golosa da gustare sia con il palato che con gli occhi.
Socchiudo gli occhi e mi riaffiora il profumo,il sapore..non solo del piatto ma di tutto il contorno,l'atmosfera.. mi viene proprio voglia di trovare un'occasione per ritornare in quei luoghi incantevoli

INGREDIENTI per 6 persone

Per le galettes


200 gr farina grano saraceno
50 gr farina 00
2 uova
300 ml latte
200 ml acqua fredda
40 gr burro

Per la farcitura

Emmental grattugiato
6 uova (o più)
Prosciutto cotto


In una ciotola sbatto le uova con qualche pizzico di sale. Quindi aggiungo poco alla volta la farina di grano saraceno alternandola con la farina 00. Quando sono a metà della farina immessa, inizio ad aggiungere il latte poco alla volta.
Incorporo il burro fuso. Non appena la consistenza diverrà più morbida aggiungo la farina rimanente alternandola con l’acqua e il latte restante.
Il composto non deve risultare troppo liquido.

Prendo un tegame e preparo le uova al tegamino tante quante il numero di galettes.

Pongo a scaldare sul fuoco una padella antiaderente piuttosto ampia; faccio fondere una piccola noce di burro e poi verso un mestolo della pastella partendo da un lato della padella, inclinandola e ruotandola molto velocemente, altrimenti inzia a rapprendersi e la distribuisco su tutta la superficie.

Faccio dorare la galette per un minuto circa, a fiamma bassa, la giro dall'altro lato e subito dispongo un po’ di formaggio grattugiato, poi le fette di prosciutto cotto, ancora un po’ di formaggio ed infine molto delicatamente adagio l’uovo al tegamino preparato precedentemente sopra la galette.

Ovviamente farete tante uova tante sono le galette che vorrete preparare

Vista la stagione a me piace aggiungervi anche degli asparagi, l’abbinamento con l’uovo è ottimo!

venerdì 28 marzo 2014

Strudel Viennese…vortice di regalità

strudel di mele

INGREDIENTE STELLATO ★ : Mele

Un dolce che da tanto tempo volevo preparare è lo strudel viennese. Strudel,che in tedesco vuol dire vortice, da l’idea degli ingredienti mescolati in un vortice di sapori. Un dessert, la cui patria è Vienna, preparato in maniera eccelsa anche nelle terre che un tempo erano sotto la dominazione austro ungarica: Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Dessert dalle numerose varianti sia per la pasta che il ripieno. In Trentino lo preparano con le mele golden tipiche della Val di Non.Io e la mia famiglia dopo anni e anni trascorsi tra le valli incantate dei paesaggi delle dolomiti, lo abbiamo gustato in numerose occasioni. In un rifugio dopo una bella passeggiata, a casa con amici, alla fine di un pic nic. Grazie alla vicinanza da casa nostra di una buonissima pasticceria, devo dire che in assoluto è stato il dolce più gustato nelle nostre vacanze.

Ricordo lo strudel di mia zia Luisa anche se ero piccola, un’ulteriore versione, ricchissimo di pinoli e uvette, una delizia. Ricordo a Vienna quando ero in trasferta per lavoro; solo uno strudel o una sacher mi risollevava il morale dalle fatiche della giornata. Mi è rimasta impressa la versione viennese fra le tante, forse perché la pasta sfoglia era eccezionale e l’accostamento con la panna montata, che adoro lo rendeva un dolce regale …in fin dei conti siamo nella patria della principessa Sissi.

Lo preparo proprio oggi 28 marzo, non a caso, perché è il compleanno del mio papà. A lui,così appassionato del suo Trentino con le sue montagne, vorrei regalare un assaggio dei tempi estivi trascorsi insieme da quando eravamo piccoli ai giorni nostri, così che oltre la gradevolezza del dessert gli sovvenga la dolcezza dei bei ricordi lontani e vicini.

AUGURI PAPA’!

INGREDIENTI per 6 persone

250 gr farina
1 bicchiere scarso acqua tiepida
1 cucchiaio d’olio
1 uovo
Una presa di sale
Farina per stendere la sfoglia

Olio per spennellare

Ripieno

1kg mele golden
Succo di un limone
80 gr zucchero
Un cucchiaino raso di cannella
100 gr uva sultanina
50 gr pinoli
70 gr burro
70 gr pangrattato
Zucchero a velo

strudel


Se non volete fare la sfoglia, potete usare quella già pronta.Ve la consiglio se non avete dimestichezza, perché la pasta sfoglia va stesa sottilissima e non è un’operazione proprio banale.

Metto la farina in una terrina, faccio un incavo nel mezzo e riempio con l’acqua tiepida,l’olio, l’uovo e il sale. Mescolo gli ingredienti, cominciando dal centro con una forchetta all’inizio e poi con le mani. Quando ottengo una pasta liscia ed omogenea, la raccolgo a palla, l’adagio sulla spianatoia infarinata, la spennello d’olio e la copro con una terrina scaldata precedentemente con acqua bollente.

Lascio riposare la pasta per 20 min e nel frattempo preparo il ripieno.

Sbuccio le mele, tolgo il torsolo e le taglio a fettine sottili. Le spruzzo con il limone.Lavo l’uva sultanina e la metto a bagno coperta con acqua tiepida per 10 min. Mescolo in una scodella lo zucchero con la cannella e ne cospargo le mele. Unisco l’uva sultanina ben asciugata e strizzata ed i pinoli.

Faccio sciogliere 50 gr di burro in una casseruolina e vi butto a tostare il pan grattato per 3 min.
Cospargo leggermente di farina un canovaccio pulito, vi poso sopra la palla di pasta e la stendo con il mattarello in una sfoglia quadrata. Quindi la sollevo con cautela sul dorso delle mani infarinate e facendola scivolare con movimenti regolari la riduco in una sfoglia sottilissima. Mi raccomando è importante!

Rimetto la sfoglia sul canovaccio, dopo averla modellata in una forma quadrata. Distribuisco sopra il pangrattato tostato e quindi il ripieno preparato.Aiutandomi con un lembo del canovaccio, arrotolo la sfoglia su se stessa a forma di strudel. Adagio lo strudel su una placca da forno, sopra della carta da forno e spalmo il restante burro ben ammorbidito sullo strudel.

Metto in forno già caldo, sul ripiano centrale e lascio cuocere per 45 min a 200°.Vi consiglio di coprirlo con della stagnola per la prima mezz’oretta.

A cottura ultimata, sforno lo strudel, lascio intiepidire e lo cospargo abbondantemente di zucchero a velo. Si può servire sia tiepido che freddo accompagnato da panna montata o gelato alla crema.

domenica 16 marzo 2014

Semifreddo allo zabaione che vi scalda il cuore



INGREDIENTE STELLATO ★ : MARSALA

Dunque dunque, ho passato anni a disdegnare i semifreddi e poi ecco che un giorno la mia cara amica Agata per il mio compleanno mi prepara una delle sue eccezionali torte che ha come farcitura questa squisita crema allo zabaione.

Proprio per onorare la sua torta, lo scorso compleanno, mi viene un'ideona…ricordandomi la crema della torta di Agata e dando un'occhiata furtiva allo stampo da plumcake mi dico: ma perché in questo freddo Novembre non preparo un semifreddo?? Lo so lo so, un’idea geniale in inverno, ma ricordandomi il gusto sublime della crema, avendo da preparare anche un pranzo per 6 persone e non essendo Cracco,(o Cracca come mi dice la mia amica Tina :)) ho pensato che una vera e propria torta l’avrei preparata un’altra volta…

Questo dessert può essere un’occasione per celebrare la festa del papà che giungerà fra poco e vi prometto che conquisterà ognuno di voi da Milano a Marsala..

INGREDIENTI per 6 persone

3 tuorli
3 uova intere
120gr zucchero
300 gr Marsala
Qualche biscotto savoiardo
250 ml panna liquida
70 gr gocce di cioccolato
Per decorare:
50 gr cioccolato fondente

Monto le uova con lo zucchero fino a farle ben spumose, se volete con l'aiuto di una frusta elettrica. Verso a filo il Marsala continuando a mescolare.
Pongo il composto sul fuoco in una casseruola e continuando a mescolare attendo che la crema si addensi leggermente. A quel punto tolgo dal fuoco e lascio raffreddare mescolando ogni tanto.

Quando la crema sarà completamente fredda, procedo col montare la panna con un pochino di zucchero.Incorporo quindi la panna alla crema mescolando delicatamente dal basso verso l’altro.

Sbriciolo 2 o 3 biscotti savoiardi e li verso nella crema insieme alle gocce di cioccolato.
Mescolo per rendere omogeneo il composto .

Prendo uno stampo da plumcake e lo fodero con della pellicola trasparente. Verso la crema nello stampo e lo pongo nel freezer almeno 3-4 ore.
Se non ho lo stampo da plumcake posso benissimo utilizzare gli stampini da muffin.


Se volete fare una scena strepitosa vi consiglio di decorare il semifreddo con le famose scritte col cioccolato fuso spiegate nel video del mio post decorazioni di cioccolato
Magari approfittando per scrivere un messaggio di augurio per la festa del papà.


Altrimenti potete servirlo semplicemente così, ricordandovi di tirarlo fuori dal freezer 5 minuti prima di gustarlo. Aiutatevi con un coltello e la pellicola per impiattarlo senza drammi, capovolgendolo sul piatto di portata.
Buon semifreddo cari lettori!

domenica 2 marzo 2014

Scorzette di arance candite al cioccolato..che Zest sia!

scorze arance candite

INGREDIENTE STELLATO ★ :ARANCE

Il colore arancione mi infonde energia ed allegria..mi ricorda quando vivevo nella mia casa Arancio, soprannominata così a causa delle sue pareti arancioni iridescenti (che ogni tanto ad esser sinceri davano alla testa).

Fra una tisana zenzero e cannella, una crostata con anice stellato e un pollo al curry, circondata da questo colore sfavillante trovavo ispirazione nel cucinare ricette con le gradazioni dell’arancio. L’arancione difatti è un colore che si sposa molto bene con alimenti speziati e dagli aromi acri.

Ogni qualvolta in questi tempi ancora intrisi di freddo, stia sorseggiando una tisana ai profumi di arancio, chiudo gli occhi e mi sovvengono i ricordi dei tempi trascorsi nella mia casetta. Gioia, risate, introspezione, coraggio, malinconia, creatività, disordine e ordine mentale..tante sensazioni,emozioni e ricordi che mi fanno compagnia.

L’arancia dal suo sapore dolcemente aspro, si abbina in maniera superba al cioccolato.Due alimenti che già separati adoro gustare, non potevano che spingermi dal preparare questa squisitezza da chocolaterie. Al sol pensiero di quanti ne abbia assaggiati a Bruges e la loro superba bontà mi ritorna l’acquolina in bocca!

Pensate che l’arte di candire frutti era già praticata fin dall’anno Mille. I marinai genovesi avevano infatti appreso dagli Arabi che le scorze degli agrumi immerse nella melassa si conservavano a lungo e si potevano dunque portare per mare.
In Piemonte la produzione di Zest, ovvero la candidatura di scorze d’agrumi, si diffuse tra le nobildonne dei castelli che le preparavano insieme alle marmellate. Ci avevo quindi visto giusto fin da quei tempi!

La ricetta non è complicata ma non si può transigere sulla qualità degli unici due ingredienti: arance e cioccolato.
Le prime se avete la fortuna di avere chi ve le procuri dalla Sicilia, come nel mio caso la mia amica Tina, vi garantiranno un risultato eccezionale!


INGREDIENTI (25 scorzette circa)

3 arance non trattate con buccia spessa
100 gr cioccolato fondente
acqua
zucchero

Taglio le bucce delle arance striscioline di almeno 1 cm di larghezza, seguendo il verso degli spicchi.
Le lascio a bagno 1-2 giorni, cambiando l’ acqua circa 3 volte al giorno. Così facendo perderanno l’amaro della buccia.

Per una ricetta last minute salto la fase dell’ammollo e procedo col metterle in un tegame, ricoperte di acqua. Le faccio bollire qualche minuto. Le faccio raffreddare, getto via l acqua e ripeto l’operazione per altre 2 volte.

Scolo l’acqua e peso le bucce. Quindi in un tegame piuttosto ampio o una padella, preparo un caramello di zucchero e acqua.
La quantità di acqua e zucchero deve essere equivalente al peso delle bucce scolate. Quindi se ad es. le bucce pesano 100g ci vogliono 100g di acqua e 100g di zucchero.

Verso le bucce nello sciroppo, fin quando avrà iniziato leggermente a caramellare, addensandosi. Lo capirete quando iniziano a crearsi delle bollicine nell’acqua.
Dopo qualche minuto tolgo le bucce dal fuoco e le dispongo su della carta da forno lasciandole asciugare.


Sciolgo a bagno maria il cioccolato fondente e appena spento il fuoco immergo ad una ad una le scorze nel cioccolato fino a metà. Le dispongo infine sempre sulla carta da forno e le pongo in frigor.

martedì 25 febbraio 2014

Tortino di carciofi...il guerriero dal cuore tenero

tortino salato di carciofi

INGREDIENTE STELLATO ★ : CARCIOFI

I carciofi sono una verdura contrastante che io adoro,amarognoli dal retrogusto dolciastro. Ti danno l’idea di una persona tutta d’un pezzo, con la sua corazza e le sue spine ben in evidenza, al cui interno però si nasconde un cuore
tenero e dolce…e devo dire che in alcune particolari situazioni.. mi sono sentita un carciofo ehehe

In sembianze simili è stato difatti celebrato da Pablo Neruda, nella sua raccolta "Odas elementales"

Oda a la Alcachofa

La alcachofa

de tierno corazón
se vistió de guerrero,
erecta, construyó
una pequeña cúpula
se mantuvo
impermeable
bajo
sus escamas


Spine o non spine i carciofi sono molto versatili in cucina anche se ad essere sincera,crudi nel classico pinzmonio non mi hanno mai esaltato...
Il mio ricordo di questa verdura è che da piccoli io e mio fratello facevamo a gara a chi riusciva a mangiare il cuore di carciofo che mia mamma ci preparava, storcendo il naso quando ci faceva notare che oltre il cuore c’era dell’altro…ma noi facevamo finta di niente

La mia passione tuttavia è sorta quando ho iniziato ad assaggiarli cotti. Mia zia Luisa li preparava buonissimi, li faceva cuocere lentamente con le patate, prezzemolo,sale, cipolla…li avrei mangiati da qui all’eternità.

In seguito, immancabilmente, ho iniziato ad introdurli nelle mie torte salate. La ricetta di una cara amica di famiglia, Emanuela, è stata la prima che ho provato a cucinare e l’ho riproposta per anni da quanto era buona.

Ora però che sono nel mio periodo plumcake sto utilizzando lo stampo dei plumcake per fare di tutto di più e quindi ho pensato di provare a realizzare questo tortino di carciofi che devo dire, ha proprio il suo perché!

INGREDIENTI per 4-6 persone

450 g cuori di carciofi
200 g ricotta
2 uova
70 g parmigiano grattugiato
3 filetti di acciuga sott’olio
2-3 rametti di prezzemolo
1 spicchio d’aglio
40 g burro
sale e pepe
timo

Trito aglio e prezzemolo e li rosolo nel burro con i filetti di acciuga. Quando questi saranno sfatti, unisco i carciofi tralasciando la parte più dura. Se proprio non li avete freschi vanno bene surgelati.
Lascio insaporire per una decina di minuti mescolando ogni tanto. Aggiusto di sale e pepe.

Prendo i carciofi rosolati e ne pongo una metà nel mixer in modo da tritarli (senza ridurli in poltiglia).
L’altra metà li affetto. Unisco a quelli tritati la ricotta, il parmigiano, le uova e il resto degli aromi tritati.
Fodero con carta da forno uno stampo da plum cake medio.

Distribuisco sul fondo uno strato di fettine di carciofo. Copro con il composto cremoso e termino con un altro strato di fettine di carciofo premendo leggermente.

Cuocio in forno a 200 C° per 20-25 minuti.
Servo tiepido tagliato a fette o cubotti.

mercoledì 19 febbraio 2014

Quadretti in brodo, una dedica speciale

Pasta all'uovo

INGREDIENTE STELLATO ★ : UOVA

Fuori piove..spesso da bambina quando pioveva mi accostavo alla finestra e appoggiavo il naso contro il vetro freddo mentre a poco a poco lo vedevo appannarsi. Quando ritornava nitido, a volte scorgevo alla finestra della casa di fronte, la mia bisnonna assorta nei suoi pensieri che guardava fuori, alzava gli occhi al cielo per raggiungere con lo sguardo le nuvole cariche di gocce di pioggia.

Poi immancabilmente spostava lo sguardo verso le nostre finestre e quando si accorgeva esserci qualcuno, ci salutava raggiante con la mano. Mi immaginavo,una volta scomparsa la sua immagine dalla finestra, che cosa sarebbe andata a fare e pensavo che quasi sicuramente sarebbe andata a cucinare qualcosa di buono. Le sue ricette le facevano compagnia…un po’ come fanno compagnia a me adesso che ho tanto tempo libero. Erano i suoi riti ma era anche un modo per coccolarsi e sentire un po’ meno la solitudine…io ero piccola e forse non capivo quanto avesse bisogno di compagnia quando solo un saluto dalla finestra bastava a ridarle il sorriso.

Così anch’io spesso in questi giorni d’inverno e soprattutto di pioggia, ho un ricordo di questa ricetta…semplice e nutriente, che mi scalda oltre che dal freddo, il cuore.
Ovviamente mia nonna tirava la pasta all’uovo con la stessa semplicità con cui noi prepariamo un caffè…i quadretti li faceva lei…però miei cari lettori, un passo alla volta…iniziamo a fare il brodo!

INGREDIENTI per 2 persone

0,8 L brodo di carne
1 uovo
50 gr parmigiano
250 gr quadretti all’uovo
Sale e pepe

Dovrete avere un brodo di carne fatto come si deve e se non ne avete mai fatto uno e non sapete da che parte cominciare, avrete presto un tutorial con la ricetta (difficilissima ehehe )del brodo
Come accade nelle ricette con pochissimi ingredienti, affinchè il piatto sia gustoso, è necessario che gli ingredienti siano di prima qualità (cit.Nonna Rina)

Metto il brodo sul fuoco e quando inizierà a sobbollire verso i quadretti. Faccio cuocere una decina di minuti. Nel frattempo sbatto l’uovo con il parmigiano in una ciotolina. Aggiungo sale e pepe.
Quando la pasta raggiunge la cottura spengo il fuoco. Attendo un minuto e ci verso il composto di uova e parmigiano. Mentre verso mescolo con un cucchiaio in modo amalagamare bene.

Impiatto e se voglio aggiungo un’ulteriore spolveratina di parmigiano. Buon appetito!


Fuori piove, guardo le gocce di pioggia che cadono dalle nuvole, lassù nelle finestre del cielo so che mi farai lo stesso saluto e io sorriderò e ti sussurrerò: Buon Compleanno cara Nonna Ione