mercoledì 7 maggio 2014

Tartare tonno e salmone in salsa d'avocado...l'eleganza del coltello

tartare pesce crudo

INGREDIENTE STELLATO  : TONNO & SALMONE

Ho scritto questa ricetta con precisione, descrivendo la tecnica e quant’altro. Poi mi son detta ma qui dov’è il ricordo? Non è un manuale di cucina questo blog ma è un ricordo di una ricetta che mi è rimasta nel cuore! Unita all’amore ovviamente per il piatto in questione.
Allora la riscrivo da capo e vi racconto la prima volta che ho mangiato il pesce crudo, proprio sotto forma di tartare. Conoscevo e adoravo la tartare di carne, ma l’idea del pesce…di una cruditè, proprio non mi ispirava. Adesso è facile trovare ristoranti che propongano il pesce crudo, i giapponesi ad esempio hanno fatto strada nel nostro paese…

La tartare però è un’altra cosa e ha un suo fascino. Ricordo il posto in cui l’ho assaggiata per la prima volta, una famosa pescheria milanese. Il cuoco tagliava il pesce a dadini con una maestria combinata ad eleganza che mi aveva quasi ipnotizzato. Condita l’essenziale e impiattata, come se avesse preparato il piatto più facile e veloce del mondo.

Da quel momento l’ho adorata in tutte le sue varietà e tipologie di pesce: tonno, salmone, cernia e altri ancora. Vi ripropongo una ricetta che accompagna la tartare con una salsina di avocado, assaggiata a casa di alcuni nostri amici di Chiavari.



INGREDIENTI per 4 persone

600 gr tonno
600 gr salmone
1 lime
1 limone
Erba cipollina
Olio extravergine
Sale e pepe


La tecnica di preparazione della tartare prevede l’uso indiscusso del coltello. Banditi tritacarne o apparecchi di altro tipo. Il coltello deve essere abbastanza grande, pesante e molto affilato ed è poi utilizzato per tagliare il pesce a cubetti e poi batterlo con il coltello. Il pesce deve essere assolutamente freschissimo.

Per la tartare di tonno: elimino la pelle,le lische e la parti troppo scure vicine alla lisca centrale. Taglio il tonno a dadini piccoli e li metto in una terrina. Lo condisco con sale,pepe, limone, ed olio. Mescolo il tutto delicatamente e lo pongo in frigor per una mezz’oretta.

Effettuo la stessa preparazione per la tartare di salmone: spello il filetto di salmone e lo spino accuratamente. Per individuare le spine, passatelo con i polpastrelli.Condisco con olio, sale,pepe, limone e l’erba cipollina tritata. Mescolo il tutto delicatamente e lo pongo in frigor per una mezz’oretta

Quindi sbucciare l'avocado, eliminare il nocciolo e schiacciarlo con una forchetta fino a ridurlo una purea. Condire l'avocado con 1 lime, sale e aggiungere l’olio fino a creare la consistenza desiderata.
Compongo le tartare adoperando un coppapasta .Per la tartare di tonno pongo nel centro del piatto l'avocado, poi il tonno. Stessa procedura per la tartare di salmone.

Servire subito con un ottimo vino bianco fresco e di media struttura, come un Vermentino di Gallura o un Gavi, oppure un Franciacorta satèn.


mercoledì 23 aprile 2014

Galettes Bretonne la rivincita blè noir

galette grano saraceno

INGREDIENTE STELLATO  : FARINA DI GRANO SARACENO

Questa ricetta è la conferma della mia passione per le crepes e affini, dato che vi propongo un’altra versione francese.
Le galette differiscono dalle crepes per l’uso di farina di grano saraceno ( blè noir alla francese). Sono molto apprezzate per la loro consistenza che le rende un po’ piu rustiche ma non per questo meno gustose. Versatili come le crepes, si prestano a diverse farciture che soddisferanno i gourmet più fantasiosi.
Io ne ho assaggiate innumerevoli versioni, ma devo dire che come sempre le ricette più semplici sono anche le più buone e mi è rimasta nel cuore la versione bretonne, la classica, che assaggiai in un viaggio in Francia; golosa da gustare sia con il palato che con gli occhi.
Socchiudo gli occhi e mi riaffiora il profumo,il sapore..non solo del piatto ma di tutto il contorno,l'atmosfera.. mi viene proprio voglia di trovare un'occasione per ritornare in quei luoghi incantevoli

INGREDIENTI per 6 persone

Per le galettes


200 gr farina grano saraceno
50 gr farina 00
2 uova
300 ml latte
200 ml acqua fredda
40 gr burro

Per la farcitura

Emmental grattugiato
6 uova (o più)
Prosciutto cotto


In una ciotola sbatto le uova con qualche pizzico di sale. Quindi aggiungo poco alla volta la farina di grano saraceno alternandola con la farina 00. Quando sono a metà della farina immessa, inizio ad aggiungere il latte poco alla volta.
Incorporo il burro fuso. Non appena la consistenza diverrà più morbida aggiungo la farina rimanente alternandola con l’acqua e il latte restante.
Il composto non deve risultare troppo liquido.

Prendo un tegame e preparo le uova al tegamino tante quante il numero di galettes.

Pongo a scaldare sul fuoco una padella antiaderente piuttosto ampia; faccio fondere una piccola noce di burro e poi verso un mestolo della pastella partendo da un lato della padella, inclinandola e ruotandola molto velocemente, altrimenti inzia a rapprendersi e la distribuisco su tutta la superficie.

Faccio dorare la galette per un minuto circa, a fiamma bassa, la giro dall'altro lato e subito dispongo un po’ di formaggio grattugiato, poi le fette di prosciutto cotto, ancora un po’ di formaggio ed infine molto delicatamente adagio l’uovo al tegamino preparato precedentemente sopra la galette.

Ovviamente farete tante uova tante sono le galette che vorrete preparare

Vista la stagione a me piace aggiungervi anche degli asparagi, l’abbinamento con l’uovo è ottimo!

venerdì 28 marzo 2014

Strudel Viennese…vortice di regalità

strudel di mele

INGREDIENTE STELLATO  : Mele

Un dolce che da tanto tempo volevo preparare è lo strudel viennese. Strudel,che in tedesco vuol dire vortice, da l’idea degli ingredienti mescolati in un vortice di sapori. Un dessert, la cui patria è Vienna, preparato in maniera eccelsa anche nelle terre che un tempo erano sotto la dominazione austro ungarica: Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Dessert dalle numerose varianti sia per la pasta che il ripieno. In Trentino lo preparano con le mele golden tipiche della Val di Non.Io e la mia famiglia dopo anni e anni trascorsi tra le valli incantate dei paesaggi delle dolomiti, lo abbiamo gustato in numerose occasioni. In un rifugio dopo una bella passeggiata, a casa con amici, alla fine di un pic nic. Grazie alla vicinanza da casa nostra di una buonissima pasticceria, devo dire che in assoluto è stato il dolce più gustato nelle nostre vacanze.

Ricordo lo strudel di mia zia Luisa anche se ero piccola, un’ulteriore versione, ricchissimo di pinoli e uvette, una delizia. Ricordo a Vienna quando ero in trasferta per lavoro; solo uno strudel o una sacher mi risollevava il morale dalle fatiche della giornata. Mi è rimasta impressa la versione viennese fra le tante, forse perché la pasta sfoglia era eccezionale e l’accostamento con la panna montata, che adoro lo rendeva un dolce regale …in fin dei conti siamo nella patria della principessa Sissi.

Lo preparo proprio oggi 28 marzo, non a caso, perché è il compleanno del mio papà. A lui,così appassionato del suo Trentino con le sue montagne, vorrei regalare un assaggio dei tempi estivi trascorsi insieme da quando eravamo piccoli ai giorni nostri, così che oltre la gradevolezza del dessert gli sovvenga la dolcezza dei bei ricordi lontani e vicini.

AUGURI PAPA’!

INGREDIENTI per 6 persone

250 gr farina
1 bicchiere scarso acqua tiepida
1 cucchiaio d’olio
1 uovo
Una presa di sale
Farina per stendere la sfoglia

Olio per spennellare

Ripieno

1kg mele golden
Succo di un limone
80 gr zucchero
Un cucchiaino raso di cannella
100 gr uva sultanina
50 gr pinoli
70 gr burro
70 gr pangrattato
Zucchero a velo

strudel


Se non volete fare la sfoglia, potete usare quella già pronta.Ve la consiglio se non avete dimestichezza, perché la pasta sfoglia va stesa sottilissima e non è un’operazione proprio banale.

Metto la farina in una terrina, faccio un incavo nel mezzo e riempio con l’acqua tiepida,l’olio, l’uovo e il sale. Mescolo gli ingredienti, cominciando dal centro con una forchetta all’inizio e poi con le mani. Quando ottengo una pasta liscia ed omogenea, la raccolgo a palla, l’adagio sulla spianatoia infarinata, la spennello d’olio e la copro con una terrina scaldata precedentemente con acqua bollente.

Lascio riposare la pasta per 20 min e nel frattempo preparo il ripieno.

Sbuccio le mele, tolgo il torsolo e le taglio a fettine sottili. Le spruzzo con il limone.Lavo l’uva sultanina e la metto a bagno coperta con acqua tiepida per 10 min. Mescolo in una scodella lo zucchero con la cannella e ne cospargo le mele. Unisco l’uva sultanina ben asciugata e strizzata ed i pinoli.

Faccio sciogliere 50 gr di burro in una casseruolina e vi butto a tostare il pan grattato per 3 min.
Cospargo leggermente di farina un canovaccio pulito, vi poso sopra la palla di pasta e la stendo con il mattarello in una sfoglia quadrata. Quindi la sollevo con cautela sul dorso delle mani infarinate e facendola scivolare con movimenti regolari la riduco in una sfoglia sottilissima. Mi raccomando è importante!

Rimetto la sfoglia sul canovaccio, dopo averla modellata in una forma quadrata. Distribuisco sopra il pangrattato tostato e quindi il ripieno preparato.Aiutandomi con un lembo del canovaccio, arrotolo la sfoglia su se stessa a forma di strudel. Adagio lo strudel su una placca da forno, sopra della carta da forno e spalmo il restante burro ben ammorbidito sullo strudel.

Metto in forno già caldo, sul ripiano centrale e lascio cuocere per 45 min a 200°.Vi consiglio di coprirlo con della stagnola per la prima mezz’oretta.

A cottura ultimata, sforno lo strudel, lascio intiepidire e lo cospargo abbondantemente di zucchero a velo. Si può servire sia tiepido che freddo accompagnato da panna montata o gelato alla crema.

domenica 16 marzo 2014

Semifreddo allo zabaione che vi scalda il cuore



INGREDIENTE STELLATO  : MARSALA

Dunque dunque, ho passato anni a disdegnare i semifreddi e poi ecco che un giorno la mia cara amica Agata per il mio compleanno mi prepara una delle sue eccezionali torte che ha come farcitura questa squisita crema allo zabaione.

Proprio per onorare la sua torta, lo scorso compleanno, mi viene un'ideona…ricordandomi la crema della torta di Agata e dando un'occhiata furtiva allo stampo da plumcake mi dico: ma perché in questo freddo Novembre non preparo un semifreddo?? Lo so lo so, un’idea geniale in inverno, ma ricordandomi il gusto sublime della crema, avendo da preparare anche un pranzo per 6 persone e non essendo Cracco,(o Cracca come mi dice la mia amica Tina :)) ho pensato che una vera e propria torta l’avrei preparata un’altra volta…

Questo dessert può essere un’occasione per celebrare la festa del papà che giungerà fra poco e vi prometto che conquisterà ognuno di voi da Milano a Marsala..

INGREDIENTI per 6 persone

3 tuorli
3 uova intere
120gr zucchero
300 gr Marsala
Qualche biscotto savoiardo
250 ml panna liquida
70 gr gocce di cioccolato
Per decorare:
50 gr cioccolato fondente

Monto le uova con lo zucchero fino a farle ben spumose, se volete con l'aiuto di una frusta elettrica. Verso a filo il Marsala continuando a mescolare.
Pongo il composto sul fuoco in una casseruola e continuando a mescolare attendo che la crema si addensi leggermente. A quel punto tolgo dal fuoco e lascio raffreddare mescolando ogni tanto.

Quando la crema sarà completamente fredda, procedo col montare la panna con un pochino di zucchero.Incorporo quindi la panna alla crema mescolando delicatamente dal basso verso l’altro.

Sbriciolo 2 o 3 biscotti savoiardi e li verso nella crema insieme alle gocce di cioccolato.
Mescolo per rendere omogeneo il composto .

Prendo uno stampo da plumcake e lo fodero con della pellicola trasparente. Verso la crema nello stampo e lo pongo nel freezer almeno 3-4 ore.
Se non ho lo stampo da plumcake posso benissimo utilizzare gli stampini da muffin.


Se volete fare una scena strepitosa vi consiglio di decorare il semifreddo con le famose scritte col cioccolato fuso spiegate nel video del mio post decorazioni di cioccolato
Magari approfittando per scrivere un messaggio di augurio per la festa del papà.


Altrimenti potete servirlo semplicemente così, ricordandovi di tirarlo fuori dal freezer 5 minuti prima di gustarlo. Aiutatevi con un coltello e la pellicola per impiattarlo senza drammi, capovolgendolo sul piatto di portata.
Buon semifreddo cari lettori!

domenica 2 marzo 2014

Scorzette di arance candite al cioccolato..che Zest sia!

scorze arance candite

INGREDIENTE STELLATO  :ARANCE

Il colore arancione mi infonde energia ed allegria..mi ricorda quando vivevo nella mia casa Arancio, soprannominata così a causa delle sue pareti arancioni iridescenti (che ogni tanto ad esser sinceri davano alla testa).

Fra una tisana zenzero e cannella, una crostata con anice stellato e un pollo al curry, circondata da questo colore sfavillante trovavo ispirazione nel cucinare ricette con le gradazioni dell’arancio. L’arancione difatti è un colore che si sposa molto bene con alimenti speziati e dagli aromi acri.

Ogni qualvolta in questi tempi ancora intrisi di freddo, stia sorseggiando una tisana ai profumi di arancio, chiudo gli occhi e mi sovvengono i ricordi dei tempi trascorsi nella mia casetta. Gioia, risate, introspezione, coraggio, malinconia, creatività, disordine e ordine mentale..tante sensazioni,emozioni e ricordi che mi fanno compagnia.

L’arancia dal suo sapore dolcemente aspro, si abbina in maniera superba al cioccolato.Due alimenti che già separati adoro gustare, non potevano che spingermi dal preparare questa squisitezza da chocolaterie. Al sol pensiero di quanti ne abbia assaggiati a Bruges e la loro superba bontà mi ritorna l’acquolina in bocca!

Pensate che l’arte di candire frutti era già praticata fin dall’anno Mille. I marinai genovesi avevano infatti appreso dagli Arabi che le scorze degli agrumi immerse nella melassa si conservavano a lungo e si potevano dunque portare per mare.
In Piemonte la produzione di Zest, ovvero la candidatura di scorze d’agrumi, si diffuse tra le nobildonne dei castelli che le preparavano insieme alle marmellate. Ci avevo quindi visto giusto fin da quei tempi!

La ricetta non è complicata ma non si può transigere sulla qualità degli unici due ingredienti: arance e cioccolato.
Le prime se avete la fortuna di avere chi ve le procuri dalla Sicilia, come nel mio caso la mia amica Tina, vi garantiranno un risultato eccezionale!


INGREDIENTI (25 scorzette circa)

3 arance non trattate con buccia spessa
100 gr cioccolato fondente
acqua
zucchero

Taglio le bucce delle arance striscioline di almeno 1 cm di larghezza, seguendo il verso degli spicchi.
Le lascio a bagno 1-2 giorni, cambiando l’ acqua circa 3 volte al giorno. Così facendo perderanno l’amaro della buccia.

Per una ricetta last minute salto la fase dell’ammollo e procedo col metterle in un tegame, ricoperte di acqua. Le faccio bollire qualche minuto. Le faccio raffreddare, getto via l acqua e ripeto l’operazione per altre 2 volte.

Scolo l’acqua e peso le bucce. Quindi in un tegame piuttosto ampio o una padella, preparo un caramello di zucchero e acqua.
La quantità di acqua e zucchero deve essere equivalente al peso delle bucce scolate. Quindi se ad es. le bucce pesano 100g ci vogliono 100g di acqua e 100g di zucchero.

Verso le bucce nello sciroppo, fin quando avrà iniziato leggermente a caramellare, addensandosi. Lo capirete quando iniziano a crearsi delle bollicine nell’acqua.
Dopo qualche minuto tolgo le bucce dal fuoco e le dispongo su della carta da forno lasciandole asciugare.


Sciolgo a bagno maria il cioccolato fondente e appena spento il fuoco immergo ad una ad una le scorze nel cioccolato fino a metà. Le dispongo infine sempre sulla carta da forno e le pongo in frigor.

martedì 25 febbraio 2014

Tortino di carciofi...il guerriero dal cuore tenero

tortino salato di carciofi

INGREDIENTE STELLATO  : CARCIOFI

I carciofi sono una verdura contrastante che io adoro,amarognoli dal retrogusto dolciastro. Ti danno l’idea di una persona tutta d’un pezzo, con la sua corazza e le sue spine ben in evidenza, al cui interno però si nasconde un cuore
tenero e dolce…e devo dire che in alcune particolari situazioni.. mi sono sentita un carciofo ehehe

In sembianze simili è stato difatti celebrato da Pablo Neruda, nella sua raccolta "Odas elementales"

Oda a la Alcachofa

La alcachofa

de tierno corazón
se vistió de guerrero,
erecta, construyó
una pequeña cúpula
se mantuvo
impermeable
bajo
sus escamas


Spine o non spine i carciofi sono molto versatili in cucina anche se ad essere sincera,crudi nel classico pinzmonio non mi hanno mai esaltato...
Il mio ricordo di questa verdura è che da piccoli io e mio fratello facevamo a gara a chi riusciva a mangiare il cuore di carciofo che mia mamma ci preparava, storcendo il naso quando ci faceva notare che oltre il cuore c’era dell’altro…ma noi facevamo finta di niente

La mia passione tuttavia è sorta quando ho iniziato ad assaggiarli cotti. Mia zia Luisa li preparava buonissimi, li faceva cuocere lentamente con le patate, prezzemolo,sale, cipolla…li avrei mangiati da qui all’eternità.

In seguito, immancabilmente, ho iniziato ad introdurli nelle mie torte salate. La ricetta di una cara amica di famiglia, Emanuela, è stata la prima che ho provato a cucinare e l’ho riproposta per anni da quanto era buona.

Ora però che sono nel mio periodo plumcake sto utilizzando lo stampo dei plumcake per fare di tutto di più e quindi ho pensato di provare a realizzare questo tortino di carciofi che devo dire, ha proprio il suo perché!

INGREDIENTI per 4-6 persone

450 g cuori di carciofi
200 g ricotta
2 uova
70 g parmigiano grattugiato
3 filetti di acciuga sott’olio
2-3 rametti di prezzemolo
1 spicchio d’aglio
40 g burro
sale e pepe
timo

Trito aglio e prezzemolo e li rosolo nel burro con i filetti di acciuga. Quando questi saranno sfatti, unisco i carciofi tralasciando la parte più dura. Se proprio non li avete freschi vanno bene surgelati.
Lascio insaporire per una decina di minuti mescolando ogni tanto. Aggiusto di sale e pepe.

Prendo i carciofi rosolati e ne pongo una metà nel mixer in modo da tritarli (senza ridurli in poltiglia).
L’altra metà li affetto. Unisco a quelli tritati la ricotta, il parmigiano, le uova e il resto degli aromi tritati.
Fodero con carta da forno uno stampo da plum cake medio.

Distribuisco sul fondo uno strato di fettine di carciofo. Copro con il composto cremoso e termino con un altro strato di fettine di carciofo premendo leggermente.

Cuocio in forno a 200 C° per 20-25 minuti.
Servo tiepido tagliato a fette o cubotti.

mercoledì 19 febbraio 2014

Quadretti in brodo, una dedica speciale

Pasta all'uovo

INGREDIENTE STELLATO  : UOVA

Fuori piove..spesso da bambina quando pioveva mi accostavo alla finestra e appoggiavo il naso contro il vetro freddo mentre a poco a poco lo vedevo appannarsi. Quando ritornava nitido, a volte scorgevo alla finestra della casa di fronte, la mia bisnonna assorta nei suoi pensieri che guardava fuori, alzava gli occhi al cielo per raggiungere con lo sguardo le nuvole cariche di gocce di pioggia.

Poi immancabilmente spostava lo sguardo verso le nostre finestre e quando si accorgeva esserci qualcuno, ci salutava raggiante con la mano. Mi immaginavo,una volta scomparsa la sua immagine dalla finestra, che cosa sarebbe andata a fare e pensavo che quasi sicuramente sarebbe andata a cucinare qualcosa di buono. Le sue ricette le facevano compagnia…un po’ come fanno compagnia a me adesso che ho tanto tempo libero. Erano i suoi riti ma era anche un modo per coccolarsi e sentire un po’ meno la solitudine…io ero piccola e forse non capivo quanto avesse bisogno di compagnia quando solo un saluto dalla finestra bastava a ridarle il sorriso.

Così anch’io spesso in questi giorni d’inverno e soprattutto di pioggia, ho un ricordo di questa ricetta…semplice e nutriente, che mi scalda oltre che dal freddo, il cuore.
Ovviamente mia nonna tirava la pasta all’uovo con la stessa semplicità con cui noi prepariamo un caffè…i quadretti li faceva lei…però miei cari lettori, un passo alla volta…iniziamo a fare il brodo!

INGREDIENTI per 2 persone

0,8 L brodo di carne
1 uovo
50 gr parmigiano
250 gr quadretti all’uovo
Sale e pepe

Dovrete avere un brodo di carne fatto come si deve e se non ne avete mai fatto uno e non sapete da che parte cominciare, avrete presto un tutorial con la ricetta (difficilissima ehehe )del brodo
Come accade nelle ricette con pochissimi ingredienti, affinchè il piatto sia gustoso, è necessario che gli ingredienti siano di prima qualità (cit.Nonna Rina)

Metto il brodo sul fuoco e quando inizierà a sobbollire verso i quadretti. Faccio cuocere una decina di minuti. Nel frattempo sbatto l’uovo con il parmigiano in una ciotolina. Aggiungo sale e pepe.
Quando la pasta raggiunge la cottura spengo il fuoco. Attendo un minuto e ci verso il composto di uova e parmigiano. Mentre verso mescolo con un cucchiaio in modo amalagamare bene.

Impiatto e se voglio aggiungo un’ulteriore spolveratina di parmigiano. Buon appetito!


Fuori piove, guardo le gocce di pioggia che cadono dalle nuvole, lassù nelle finestre del cielo so che mi farai lo stesso saluto e io sorriderò e ti sussurrerò: Buon Compleanno cara Nonna Ione